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Attenzione alle infezioni alimentari PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
sabato 06 febbraio 2010


Nel 2008 sono state segnalate 5.332 epidemie di origine alimentare, che hanno colpito più di 45 mila persone e causato la morte di 32 individui. Il 35% delle epidemie è stato provocato da Salmonella, seguita da virus e tossine batteriche. Le fonti alimentari più frequenti sono state uova e ovoprodotti (23%), carne suina e suoi derivati (10%), ma anche pasti a buffet (9%).
Complessivamente, il numero di casi dovuti ai tre microrganismi segnalati come responsabili di epidemie con maggiore frequenza è stato inferiore rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalla relazione annuale sulle zoonosi e sulle epidemie di origine alimentare per il 2008, a cura dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). I
 
l report annuale ha preso in esame 15 dei microrganismi più frequentemente indicati come responsabili di infezioni di origine alimentare. In linea con gli anni precedenti, la campilobatteriosi si conferma la zoonosi più diffusa in Europa, ma le infezioni sono in calo: 190.566 i casi confermati nel 2008, contro i 200.507 del 2007.
 
Negli alimenti il Campylobacter è stato trovato soprattutto nella carne di pollame cruda e negli animali vivi è risultato presente nel pollame, nei suini e nei bovini.
 
La seconda infezione zoonotica più diffusa è risultata essere la salmonellosi, in calo per il quinto anno consecutivo con una riduzione in percentuale del 13,5% (dai 131.468 casi del 2008 ai 151.998 casi del 2007). La Salmonella è tuttora la più frequente causa di epidemie di origine alimentare e nel 2008 è stata rivenuta soprattutto nelle carni crude di pollo, di tacchino e di maiale.
 
Tra le altre infezioni descritte nel rapporto vi sono anche quelle causate da Listeria che hanno registrato un calo: nel 2008 si è osservata una flessione dell’11% rispetto al 2007 (1381 casi confermati). I dati relativi agli alimenti hanno messo in evidenza un livello di Listeria superiore rispetto ai limiti di sicurezza previsti dalla legge, soprattutto nel pesce affumicato, nei prodotti a base di carne sottoposti a trattamento termico e nei formaggi.

Fonte: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie



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